Camino è una delle parrocchie più antiche della diocesi di Vittorio Veneto: negli archivi diocesani le nomine dei parroci cominciano nel 1447.
Attenzione! L’elenco contiene delle imprecisioni e verrà presto aggiornato. Nel frattempo si può consultare la lista presente nel libro su Camino.
Ecco l’elenco di tutti i rettori della chiesa di Camino conosciuti:
- Prè Pasquale, citato nel 1320.
- Prè Giovanni da Galliera, citato nel 1332 e nel 1335.
- Prè Renaldo di Camino, citato nel 1378.
- Prè Bartolomeo, citato nel 1378.
- Prè Agostino da Oderzo, nominato l’1 aprile 1399.
- Prè Giorgio, citato nel 1434.
- Prè Montesino da Torcello, citato nel 1443.
- Prè Bartolomeo di Torcello, nominato dal vescovo Pietro Lion il 13 marzo 1447. E’ il primo sacerdote citato dagli Archivi Diocesani di Vittorio Veneto.
- Frà Raimondo di Beblestar, nominato l’11 ottobre 1447.
- Prè Bartolomeo da Oderzo, nominato il 19 settembre 1467, per rinuncia del precedente.
- Prè Bernardino de Saccomanni da Gorgo, dall’agosto 1514. probabilmente il secondo parroco di Camino.
- Prè Giovanni Battista Saccomanni da Gorgo, dal 28 giugno 1543, nipote del precedente.
- Prè Baldassarre de Bertolinis/Bernardinis, nominato il 2 novembre 1566.
- Prè Francesco Pugini, nominato forse nel 1589.
- Prè Iacobo Dolce, dal 1589 al 1599.
- Prè Giacomo Vecchioli, nominato il 5 agosto 1631.
- Prè Nicolò De Claudis, nominato il 30 dicembre 1635.
- Don Domenico Salomon, dal 1670 al 1684.
- Don Francesco Perochini, dal 1684 al 14 marzo 1718, morto e sepolto a Camino.
- Don Marco Rossi, dal 1718 al 25 maggio 1731, morto e sepolto a Camino.
- Don Girolamo Bastanzi, dal 1731 al 23 maggio 1775, morto e sepolto a Camino.
- Don Giacomo Ossi, dal 1775 al 10 novembre 1782, morto e sepolto a Camino.
- Don Giobatta Janna, dal 1782 all’11 maggio 1810, morto e sepolto a Camino.
- Don Andrea Tomè, dal 1810 al 1812.
- Don Giuseppe Vincenzini, vicario del parroco, dal 1812 al 1814.
- Don Giacomo De Polli, dal 1814 al 22 Marzo 1844, morto e sepolto a Camino.
- Don Lorenzo Berlese, dal 1844 al 1855. Nato a Campomolino (TV), ebbe un cugino omonimo “Abate e cavaliere”, grande studioso di botanica e ambasciatore alle corti di Napoli, Parigi e Vienna.
- Don Antonio Scarpis, dal 1856 al 25 febbraio 1859, morto e sepolto a Camino.
- Don Angelo Fassetta, dal 1859 al 1871. Ha come cappellano don Antonio Cuverà.
- Don Domenico Bortolini. dal 1871 all’11 dicembre 1879, morto e sepolto a Camino: la sua tomba è posta davanti all’ingresso principale della chiesa. Farà erigere la lapide a don Antonio Cuverà.
- Don Luigi Barro, di Mareno di Piave, dal 1880 al 13 gennaio 1908, morto e sepolto a Camino nel cimitero nuovo.
- Don Antonio Dusnasco. Dal 1909 al 1944, morto e sepolto a Camino.
- Don Antonio Zanchetta. Dal 29 ottobre 1944 al 26 giugno 1987, morto e sepolto a Camino.
- Monsignor Vittore De Rosso. Dal 1 settembre 1987 al 19 giugno 2005, quando viene nominato oarroco emerito.
- Don Pietro Bortolini. Dal 19 giugno 2005.
Don Antonio e… don Antonio: due parroci per 78 anni
Don Antonio Dusnasco
Nasce a Torino il 14 febbraio 1876 e viene ordinato sacerdote il 24 agosto 1898. Succede a don Luigi Barro alla guida della Parrocchia di Camino nel 1909 grazie al suo ruolo di segretario del Vescovo Sigismondo Brandolini. Alla guida della Parrocchia nei difficili anni delle due Guerre Mondiali, ha lasciato parecchi scritti che sono rimasti nel cuore dei parrocchiani. Fino al 1937 fa eseguire una grande ristrutturazione della Chiesa; passa gli ultimi due anni di vita infermo a causa di un “brutto male”, con i fascisti che più di una volta lo infastidiscono. Muore il 16 aprile 1944, e viene sepolto in cimitero a Camino.
Don Antonio Zanchetta
Nasce a Visnà di Vazzola (Treviso) il 29 marzo 1907 e viene ordinato Sacerdote a Camino di Codroipo (Udine) il 9 settembre 1934. Dopo essere stato cappellano e collaboratore a Oderzo e Codognè, e insegnante alla Scuola Apostolica di Oderzo, prende il posto di Don Antonio Dusnasco il 29 ottobre 1944. E’ stato Parroco di Camino per due generazioni: addirittura 43 anni, durante i quali assiste impotente all’espansione edilizia di Oderzo i cui effetti negativi sull’identità del paese si sentono ancor’oggi. Nel 1975 promuove la nascita della nuova sagra parrocchiale. Muore il 26 giugno 1987 e viene sepolto a Camino.
Don Vittore, il parroco emerito
Monsignor Vittore De Rosso, nato a Farra di Soligo (TV) il 23 marzo 1927, diventa sacerdote nel 1951. Per undici anni è cooperatore nelle parrocchie di Cavolano, Motta, Lentiai, Zoppè, San Giacomo di Veglia
Nel 1963 diventa il primo sacerdote della diocesi a partire missionario fidei donum, mandato dal Vescovo di Vittorio Veneto Albino Luciani (futuro Papa Giovanni Paolo I nel 1978) in Burundi fino al 1968.
In seguito è parroco a Conegliano (Madonna di Lourdes) fino al 1973, anno in cui riparte per Ntega, Burundi, fino al 1977, quando torna e diventa parroco di Basalghelle. Nel 1985 torna la terza volta in Burundi; ci resterà due anni, fin quando nel 1987 viene nominato parroco di Camino. Il Vescovo mons. Alfredo Magarotto lo ha nominato Monsignore e Canonico onorario nel Capitolo della Chiesa Cattedrale di Vittorio Veneto il 26 agosto 2001. Il 19 giugno 2005 è stato nominato dal Vescovo mons. Giuseppe Zenti parroco emerito di Camino.
Lui volle raccontare così la sua vita di prete e missionario:
Vorrei tanto recuperare quella vecchia valigia di cartone, testimone del mio pellegrinaggio: mi ha accompagnato tutti gli anni di Seminario: 1940 -1951. E poi nelle canoniche di Cavolano, Motta, Lentiai, Zoppè, San Giacomo di Veglia…
Me l’aveva regalata mio zio Don Baldassare, ma era servita chissà quanti anni anche a lui. E per il Burundi ? La Sabena (compagnia aerea belga), era generosa con i missionari: concedeva di portare 30 Kg. di cose utili, e così alla gloriosa valigia si è affiancata una grossa borsa. Sabena: un vecchio quadri motore a elica: un solo balzo, Roma-Bujumbura = 12 ore senza scalo! Ma con tanti vuoti d’aria sopra il Sahara. Si viaggiava a 4000 metri allora.
Anni 1962 – 1968. Veramente dall’ Africa nel ’68 ho portato anche un baule di ricordi per l’Ufficio Missionario per un grazie dovuto ai molti generosi amici delle Missioni. Perché nel ’68 sono rientrato via mare, e dato che Suez era bloccato, ho fatto la circumnavigazione completa dell’ Africa, con soste a Mombasa (Kenya), Beira (Mozambico), Città del Capo (Sud Africa), Luanda (Angola), Las Palmas (Canarie), Barcellona (Spagna), e poi Brindisi e Venezia. Qui però sparisce dalla mia memoria la gloriosa valigia: probabilmente se la sono mangiata le termiti.
Ma niente paura: anche dopo, ripartendo per l’ Africa nel 1973 da Conegliano-Madonna di Lourdes, e nel 1985 da Basalghelle, è bastata sempre una valigia. E tutto quello che non entra va? E’ rimasto dov’ era. E’ così che ci si libera di tutta una catasta di cianfrusaglie (ratatuje le chiamano i miei compaesani di Farra di Soligo), che tante volte rendono difficile il nostro peregrinare.
Da Camino? Forse non occorrerà neppure la valigia. c’è un bel canto del Gen Rosso che vorrei mi cantassero alla partenza conclusiva, ma aspetto ad insegnarlo dopo la prossima tappa. Incomincia così: -”Noi che abbiamo lasciato ogni cosa per te, cosa avremo in cambio?” -diccelo Signore! …Ciao.
Don Vittore De Rosso