
Il logo del Patronato è stato realizzato a seguito di un concorso aperto a tutti svoltosi tra ottobre 2006 e febbraio 2007. All’appello hanno risposto circa venti persone, tra bambini, animatori e genitori, che hanno prodotto 27 elaborati.
A febbraio una commissione composta da Alessio Casonato, Giuseppina Andreos, Saverio Franceschi, Valentina Migotto, Fabio Cella e il parroco don Pierino Bortolini ha valutato i disegni, in forma strettamente anonima, in quanto i nomi dei rispettivi autori erano stati occultati.
E’ stato quindi scelto l’elaborato realizzato da due animatrici, il quale è stato rimandato alle stesse con la richiesta di eseguire alcune modifiche.
Il disegno è stato quindi rifatto, includendo l’inserimento di un paio di felici intuizioni presenti in altri disegni che hanno partecipato al concorso.
Grazie ad un ultimo ritocco di “bricolage” effettuato al computer, è nato il logo definitivo, il quale è “entrato in vigore” poco prima della festa del decennale del Patronato.
Il logo finale è quindi figlio di 5-6 persone, tra ideatori, disegnatori e ritoccatori. L’immagine da allora viene inserita nella carta intestata, nel foglietto dei turni e in ogni documento cartaceo che viene prodotto dal Patronato; una riproduzione ingrandita, che ha come sfondo alcune “foto storiche” dei primi dieci anni di attività, è stata incorniciata ed affissa vicino all’entrata della sala teatrale. A marzo 2008 il logo è stato pure stampato in un centinaio di spille, andate esaurite in quattro mesi.
Il significato del logo
Il logo è formato da un fiore i cui petali illustrano i cinque ambiti più rappresentativi del nostro oratorio: le note rappresentano la musica (il corso di chitarra e di danza); il pallone richiama il gioco all’aria aperta (le partite di calcio, i giochi a squadre); la tavolozza è un riferimento ai laboratori e al lavoro manuale; la mano piccola che stringe quella grande vuole invece rappresentare la collaborazione tra giovani e adulti, e il ruolo che deve avere l’animatore nell’accompagnare il bambino nel percorso della sua crescita; la chiesa infine sottolinea l’aspetto religioso che deve contraddistinguere ogni oratorio, nonché il legame con il paese e le sue attività che vede spesso presenti gli animatori e i genitori del gruppo.
Il gambo del fiore è formato da una fila di “festoni” a forma di bambino, dal tratto tipicamente infantile.