Padre Giuseppe Taffarel (1905-1988)
Padre Giuseppe Taffarel, ultimo di sette figli, nacque a Fontanelle il 15 marzo 1905 da Giovanni e Anna Covre.
Il 10 novembre 1914 la numerosa famiglia si trasferì a Camino, spinta dalle ristrettezze economiche e con la prospettiva di trovare lavoro.
Il 12 novembre 1919, a causa degli stenti e della fame patiti durante la prima guerra mondiale, morì la madre: di lui da quel triste momento, si presero cura le sorelle Luigia e Giovanna.
A quattordici anni, sotto la guida dell’abate mons. Domenico Visentin, intraprese gli studi ginnasiali, per poi entrare, il 12 ottobre 1921, nel Seminario diocesano di Vittorio Veneto dove frequentò gli studi liceali propedeutici.
Durante questi anni ebbe modo di leggere le vite di tre giovani gesuiti: S. Stanislao Kosta, Giovanni Berchmans e Luigi Gonzaga.
Attratto dalla loro santità, il 14 agosto 1925 entrò nella Compagnia di Gesù, a Gorizia, dove frequentò il noviziato e gli studi classici. II19 marzo 1928 fu trasferito a Scutari, in Albania, nel Seminario dei Gesuiti, con la funzione di insegnante; di qui, il 5 ottobre 1930, in India per frequentare gli studi filosofici e teologici.
Venne ordinato sacerdote a Calcutta il 21 novembre 1936. Il suo ministero sacerdotale iniziò nel Seminario dei gesuiti a Mangalore, dove ricoprì l’incarico di insegnante, procuratore e vicerettore, fino al 1941.
Dal 1942 al 1944, in piena guerra mondiale, subì l’internamento. Successivamente, per 14 anni, svolse la sua opera missionaria a Cirakkal, per trasferirsi poi ad Aleppey, Chalil e Goalapetta.
Il 25 aprile 1967, ospite dell’abate mons. Paride Artico e del fratello Pietro, ritornò per la prima volta a Oderzo; di qui il 16 ottobre 1967 ripartì per l’India e si stabilì nella regione del Kerara, a Tellicherry, dove il 14 agosto 1985, celebrò il Giubileo di diamante di vita religiosa nella Compagnia di Gesù.
Il 20 ottobre 1985 ritornò in Italia per un periodo di riposo e cure nell’ospedale di Oderzo. Ma era talmente forte in lui il desiderio di rimettersi al lavoro, che il 18 gennaio 1986 ripartì per l’India dove celebrò il Giubileo d’oro della sua ordinazione sacerdotale.
Il 22 aprile 1988 salì sulle colline di Doti per il solito mese di esercizi spirituali e di riposo, ma dopo quattro giorni fu costretto, a causa dell’altitudine contraria al suo stato di salute, a far ritorno nella pianura del nord Malabar, dove il 21 maggio, vigilia di Pentecoste, al calar della sera, la campana dell’Angelus lo accompagnò alla casa del Padre.
Costante nella preghiera e nella penitenza, donandosi giorno per giorno, senza riserva, al1a causa del Vangelo diede impulso alla costruzione di nuove missioni, chiese, scuole, case e ospedali.
Il suo corpo riposa nella parrocchia di Chalil, sua ultima sede di lavoro, costantemente ricordato dalle preghiere e dalla gratitudine dei suoi cristiani e dei non meno numerosi mussulmani che si sono avvicinati a Dio attratti dal suo esempio e dai suoi insegnamenti.
A lui è stata dedicata la piazza della nuova lottizzazione “Castellir” a Camino nel 1997.
I fratelli Zara: Antonio, Angelo, Antonio (1920-1945) e Mario (1922-1943)
Antonio e Angelo, figli di Domenico Zara di Camino, nacquero alla fine del XIX secolo e morirono entrambi da soldati durante la Prima Guerra Mondiale.
Dopo la guerra i coniugi Zara ebbero altri due figli, Antonio e Mario, che morirono entrambi sul fronte russo a due anni di distanza l’uno dall’altro.
Antonio era nato a Camino il 29 ottobre 1920, soldato del III reggimento Artiglieria Alpina Julia. Fatto prigioniero e per qualche tempo dato per disperso, morì vicino alla città di Mosca il 31 marzo 1945, in seguito ad una malattia contratta durante la guerra.
Anche Mario era nato a Camino, il primo maggio 1922; Come il fratello, soldato del III reggimento Artiglieria Alpina Julia, fu dato per disperso in combattimento il 31 gennaio 1943, in Russia.
In ricordo del sacrificio dei quattro fratelli caminesi gli è stata dedicata nel 1998 la piccola via che unisce via Verdi all’altezza del bar con via Comunale.
Don Antonio Cuverà (1842-1879)
Don Antonio Cuverà, nato a Venezia il 24 agosto 1842, viene ordinato sacerdote il 20 Ottobre 1867. E’ cappellano a Camino fino al 1879. A lui è stata dedicata la lapide all’esterno della Chiesa che dice:
“A DON ANTONIO CUVERA’ – cappellano zelantissimo, Fondatore e Maestro di una Scuola di Carità morto santamente il 18 maggio 1879 di anni 37. I discepoli riconoscenti posero”.
Nel Registro dei defunti c’è inoltre questa bellissima testimonianza:
“19 Maggio 1879. Il Sacerdote Don Antonio Cuverà fu Francesco e di Elena Coccon di anni 36 e giorni 25, oriundo di Venezia e qui domiciliato da undici anni come Cappellano e Maestro, morì la sera del 18 Maggio 1879 alle ore 10 e 15 minuti, per mancanza di respiro originata da inorganica disposizione del suo corpo. Era di una condotta intemerata, esemplarissima. Ricevette con grande attrazione di cuore i SS. Sacramenti, e nell’avvicinarsi della sua morte mostrò tale serenità di spirito, tale confidenza in Dio, e disse ripetutamente tali parole di rassegnazione e di amor di Dio, che intenerì e fece piangere tutti gli astanti, lasciando così di sè una memoria imperitura, carissima, santa. Il suo corpo fu sepolto in questo Cimitero (ora sagrato!), dirimpetto all’altare della Madonna la sera del 29 Maggio suddetto, con l’ assistenza del Parroco Bortolini, di molti altri Sacerdoti e di numerosissimo popolo. -D. Domenico Bortolini – Parroco.”
Curioso notare come Cuverà sia nato il giorno di San Bartolomeo, patrono di Camino. Stiamo facendo ricerche per saperne di più su questa persona e sul perché sia morto così “in odore di santità“.
Alcune notizie su questo prete ci sono giunte recentemente dalle memorie di Don Luigi Caburlotto (1817-1897), fondatore del Collegio di San Giuseppe di Vittorio Veneto, tramite una suora residente in questo istituto. Ex-alunno di una scuola di carità a Venezia, Cuverà non venne accettato nel Seminario della città lagunare per problemi di salute. Caburlotto lo prese con sé, presentandolo al Vescovo di Vittorio Veneto e garantendogli la “dote” prevista a quel tempo per i sacerdoti per poter compiere gli studi. Viene ordinato sacerdote a Gorizia poiché in quel periodo la sede vescovile di Vittorio Veneto era vacante, e subito dopo verrà mandato a fare il cappellano a Camino.
Guecellone di Salico (attivo nel XIV secolo)
Guecellone di Umberto di Salico, di professione notaio, visse a Camino nella prima metà del XIV secolo. I registri dove segnava la sua attività risalenti al biennio 1332-1333 sono giunti integri fino al giorno d’oggi, e sono oggi custoditi presso l’Archivio di Stato di Treviso.
Dalle sue imbreviature emerge una descrizione della società e dell’aspetto del paese: il borgo ruotava intorno alla piazza, sulla quale si affacciava la chiesa di San Bartolomeo e alcune residenze porticate, di proprietà di famiglie certo benestanti.
Poco lontano sorgeva il castello con i suoi edifici annessi.
Uno studio approfondito di questi documenti, in parte ancora inediti, di certo illuminerebbe un periodo della storia del paese ancora piuttosto oscuro.
Padre Mario Favretto (1954-)
Padre Mario Favretto, nato a Lorenzaga di Motta di Livenza l’1 dicembre 1954 da Erminio e Giulia Tubiana, ed in seguito trasferitosi a Camino, è un frate francescano. Nel 2003 è stato nominato Definitore Generale dell’Ordine dei Frati Minori per l’Italia, carica che ha mantenuto fino al 2009.
La carica di Definitore Generale è la terza in assoluto per ordine di importanza nell’Ordine fondato da san Francesco di Assisi, ed è mantenuta da altri otto confratelli che si dividono in questo modo altrettante zone del mondo.
Entrato nell’Ordine a vent’anni, è sacerdote dal 19 giugno 1982.
Personalità della politica
Pietro Dalla Libera, classe 1955, attuale sindaco di Oderzo per una lista civica apartitica, eletto nel 2006.
Franco Manzato, classe 1966, attuale capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale del Veneto. Dal 5 giugno 2008 è vicepresidente della regione al posto del dimissionario Luca Zaia.
Elio Pujatti, sindaco di Oderzo per la Lega Nord dal 2001 al 2006.
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